
Niccolò Budoia
16 giugno 2026
CIRC
In programma per il 10 e 11 luglio, la competizione che fa capo a Giandomenico Basso e organizzata in collaborazione con la Scorzé Corse, torna alle sfide per lo scudetto, quello del Campionato Italiano Rally Challenger, di cui sarà la terza prova. Previste anche le vetture storiche, per questa gara che di passione, internazionalità e territorio, fa i tre valori chiave del proprio percorso che prosegue la tradizione. Iscrizioni già aperte dal 10 giugno con chiusura il 3 luglio.
Passione, internazionalità e territorio. Sono questi i tre tratti distintivi del 42° Rally della Marca, in programma il 10 e 11 luglio. L'evento torna a respirare l'atmosfera del grande rally tricolore in qualità di terza prova del Campionato Italiano Rally Challenger, confermando il proprio ruolo di riferimento nel panorama motoristico nazionale.
Un ritorno al passato, dunque, per questa iconica competizione le cui redini organizzative sono in mano al pluricampione italiano ed europeo di rally Giandomenico Basso e gestita con la collaborazione della Scorzè Corse. La gara sarà valida anche quale seconda prova della Coppa Rally di Zona 5 con coefficiente maggiorato di 1,5 e di nuovo accoglierà pure le vetture storiche del 4° Rally della Marca Storico.
L’evento è pronto nei dettagli, ha già le iscrizioni aperte dal 10 giugno, ventaglio temporale che si allungherà fino a venerdì 3 luglio.
Quartier generale della gara sarà Montebelluna, con partenza e arrivo nel contesto esclusivo di Corso Mazzini mentre le fasi di riordino e assistenza resteranno a Valdobbiadene, cuore delle Colline del Prosecco patrimonio Unesco e del Prosecco DOCG.
Sul piano sportivo si contano 7 prove speciali tre diverse, due da disputare per due volte ed una per tre occasioni, per un totale cronometrato di 101,020 chilometri a fronte dell’intero tracciato che ne misura 316,520.
Sfide che rappresentano l'essenza più autentica del Rally della Marca: diverse tra loro ma accomunate da un elevato contenuto tecnico, dove precisione, coraggio e interpretazione del percorso diventano determinanti. Dai tratti guidati e impegnativi delle Prealpi Trevigiane alle strade veloci e sinuose immerse nei boschi e tra i vigneti del Montello, il rally si fonde con un territorio straordinario, ricco di storia, tradizioni e paesaggi unici. Un connubio perfetto tra sport motoristico e identità locale, capace di offrire spettacolo agli appassionati e una sfida di alto livello agli equipaggi.
Si parte da quella che è la grande novità di quest’anno, ovvero il Monte Cesen: dopo la partenza classica poco dopo la chiesa di San Floriano, la prova si inerpica verso Pianezze ma non si ferma dove si è interrotta negli ultimi decenni. La speciale prosegue fino all’incrocio con la provinciale e di lì si dirige verso Combai, disputando in discesa il tratto che fino al 2022 era stato lo shakedown della gara. Qui gli equipaggi passeranno due volte, e altrettanti passaggi sono previsti sul Montello. Se il Cesen è la prova più lunga della gara (e forse dell’intero Italiano Challenger) con i suoi 27,88 chilometri, il Montello è la più corta con una lunghezza di 7,45 chilometri. Ma la particolarità è che quest’anno la prova si disputerà in senso opposto rispetto alle edizioni passate, tornando a far parte del Marca dodici anni dopo l’ultima volta. Nessuna modifica invece per il Monte Tomba, che con i suoi 10,12 chilometri inframmezza Cesen e Montello. Sarà proprio questa la prova che ospiterà l’ambitissima Power Stage, l’ultima prova speciale che i concorrenti affronteranno con il coltello fra i denti per strappare i tre punti bonus messi in palio.
L’edizione dell’anno passato vide un trio di Skoda Fabia RS salire sul podio assoluto. La vittoria fu per il biellese Corrado Pinzano, in coppia con Turati, al secondo posto chiusero Testa-Bizzocchi e terzi finirono Andriolo-Menegon (Skoda).

Cesen lunghissimo, Montello inverso, Power sul Tomba: ecco il Marca 2026
Articoli correlati
NEWS
NEWS
SCOPRI I NOSTRI PARTNERS









