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Scritto da 

Diego Grasso

27 giugno 2026

WRC

Il belga chiude il sabato con 4”1 su Ogier, nonostante un danno nel finale. Katsuta sale sul podio, mentre Fourmaux ed Evans pagano a caro prezzo due forature.

Il sabato dell’Acropoli si chiude con Thierry Neuville e Martijn Wydaeghe ancora al comando, ma con una gara tutt’altro che chiusa. L’equipaggio Hyundai arriverà all’ultima giornata con appena 4”1 di vantaggio su Sébastien Ogier e Vincent Landais, dopo un pomeriggio in cui la classifica della classe regina è cambiata più volte tra forature, danni e colpi di scena.


Dopo il giro mattutino, il duello per la vittoria sembrava già sul filo. Neuville aveva iniziato il pomeriggio con Ogier a 3”7 e una pressione costante alle spalle, ma sulla Ghymno 2 il belga ha trovato una risposta importante. La prova, accorciata di 4,5 chilometri per le condizioni del fondo, ha visto la Hyundai numero 11 firmare il miglior tempo e riportare il margine su Ogier a 10”8.


Una risposta pesante, soprattutto perché Ogier aveva scelto una strategia diversa rispetto agli altri avversari, portando una sola ruota di scorta nel tentativo di alleggerire la Toyota. La scelta, però, non ha dato il vantaggio sperato. Neuville ha spinto forte proprio sulla Ghymno 2, mentre il francese ha perso oltre sette secondi e si è ritrovato nuovamente costretto a inseguire.


La stessa prova ha cambiato anche la lotta per il podio. Adrien Fourmaux, fino a quel momento terzo, si è fermato per sostituire una gomma anteriore destra dopo pochi chilometri, perdendo oltre due minuti. Il francese è scivolato fuori dal podio provvisorio, lasciando strada a Takamoto Katsuta, che si è ritrovato terzo assoluto.


Sulla Menalo Mt 2, però, il rally ha cambiato ancora volto. Ogier ha firmato il miglior tempo e ha recuperato 6”7 a Neuville, riaprendo completamente la sfida per la vittoria. Il belga è riuscito a salvare la leadership, ma nel finale ha danneggiato la sua Hyundai e ha raggiunto il controllo stop con una perdita di liquido di raffreddamento.


Alle loro spalle, Katsuta ha consolidato la terza posizione assoluta, chiudendo il sabato a 2’17”0 dalla vetta. Per il giapponese è stata una giornata solida e soprattutto pulita. Fourmaux, nonostante la foratura, è riuscito a reagire nell’ultima prova del giorno. Il francese ha spinto sull’ultima prova e si èriportato in quarta posizione, appena 1”0 davanti a Josh McErlean. Il pilota M-Sport resta comunque pienamente in corsa per un risultato di grande peso, dopo un sabato chiuso in quinta posizione con la sua Ford Puma.


Il colpo più pesante, però, è arrivato per Elfyn Evans. Il leader del Mondiale stava provando a risalire e a mettere pressione a McErlean, ma sull’ultima prova è stato costretto a fermarsi per cambiare una gomma. Il tempo perso lo ha fatto scivolare al settimo posto, alle spalle anche del compagno di squadra Sami Pajari. Un episodio pesante non solo per la classifica del rally, ma anche per il campionato.


Pajari ha così chiuso il sabato in sesta posizione, davanti a Evans e Dani Sordo. Anche lo spagnolo della Hyundai ha pagato una foratura nell’ultima prova, perdendo terreno dopo una giornata già complicata. Più indietro Mārtiņš Sesks, penalizzato anche dal ritardo in uscita dal parco assistenza, mentre Oliver Solberg e Jon Armstrong restano lontani dalla zona punti dopo i problemi del venerdì. Armstrong ha chiuso il sabato con un ultimo brivido, quando la parte posteriore sinistra della sua vettura ha preso fuoco al controllo stop.


Dopo due giorni così duri, si arriverà alla domenica con una lotta per la vittoria ancora apertissima. Il margine di vantaggio resta dalla parte di Neuville, ma l’ultima giornata inizierà con una pressione enorme.

Acropolis, duello Neuville vs Ogier

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