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Scritto da 

Diego Grasso

28 giugno 2026

WRC

Il francese completa la rimonta nell’ultima giornata e conquista il successo davanti al belga, colpito da due forature posteriori. Katsuta chiude sul podio, mentre McErlean firma il miglior risultato della sua carriera.

Sébastien Ogier e Vincent Landais vincono l’EKO Acropolis Rally Greece al termine di un’ultima giornata che ha ribaltato completamente la lotta per il successo. Il francese della Toyota ha costruito la vittoria sfruttando esperienza e lucidità, approfittando dei problemi di Thierry Neuville e Martijn Wydaeghe dopo un duello che per gran parte del weekend era rimasto apertissimo.


La giornata era iniziata con Neuville ancora davanti, forte dei 4”1 di vantaggio accumulati al termine del sabato. Un margine minimo, ma sufficiente per presentarsi all’ultima tappa con la gara nelle proprie mani. La situazione, però, era già cambiata sulla prima prova di questa mattina, dove Ogier aveva recuperato 5”4 al belga e si era preso il comando della classifica generale con appena 1”3 di vantaggio.


Da quel momento la sfida sembrava destinata a risolversi sul filo dei secondi. Nella speciale successiva, i due piloti hanno infatti firmato lo stesso identico tempo, confermando l’equilibrio di un weekend vissuto sempre sul limite. Il francese era rimasto davanti, ma con un margine ancora troppo ridotto per poter gestire.


Il colpo decisivo è arrivato sulla penultima prova. Neuville ha accusato due forature posteriori nel corso della speciale e ha perso 53”5 da Ogier, scivolando a 54”8 dalla vetta prima della Power Stage. Una beffa durissima per il belga, costretto a chiudere secondo un rally che fino a quel momento aveva guidato con grande ritmo.


Ogier ha poi completato il lavoro nel modo più pesante, firmando anche il miglior tempo nella Power Stage. Il francese ha così chiuso l’Acropoli da vincitore della gara e dell’ultima speciale, confermando ancora una volta la sua capacità di essere decisivo nei momenti più delicati.


Takamoto Katsuta completa il podio, regalando a Toyota due vetture nelle prime tre posizioni. Il giapponese ha gestito con attenzione l’ultima tappa, soprattutto dopo qualche timore legato agli pneumatici nella prima prova della mattina, ma ha saputo restare lontano dai guai più pesanti. In un’Acropoli così selettiva, la sua regolarità ha fatto la differenza.


Per Josh McErlean arriva il miglior risultato in carriera, con un quarto posto che regala grande gioia anche a M-Sport. L’irlandese è stato protagonista di un weekend molto solido e ha saputo resistere anche nel finale, nonostante un errore in frenata nella penultima speciale gli avesse fatto perdere diversi secondi. Alla fine ha difeso la posizione, chiudendo davanti a Sami Pajari per 6”7.


Pajari chiude quinto, davanti ad Adrien Fourmaux, dopo una domenica molto movimentata. Il francese della Hyundai era partito forte, vincendo la prima prova della mattina, ma una foratura anteriore sinistra nella speciale successiva lo aveva fatto scivolare indietro. Nella Power Stage è arrivata anche una foratura posteriore destra, che ha chiuso definitivamente una giornata iniziata con ben altre ambizioni.

Fine settimana complicato per Elfyn Evans. Il leader del Mondiale, già rallentato nella giornata di sabato, ha accusato un’altra foratura nella prima prova della domenica e ha perso ulteriore terreno. Per il gallese è stata un’Acropoli difficile, più vicina alla sopravvivenza che alla lotta per le posizioni di vertice.


Da segnalare anche il ritiro volontario di Dani Sordo prima del finale. Hyundai ha scelto di fermare la vettura dello spagnolo per motivi strategici legati alla gestione dei componenti, una decisione utile in vista dei prossimi appuntamenti.


Ogier chiude così un’Acropoli durissima con 58”3 di vantaggio su Neuville. Toyota festeggia una vittoria pesante, mentre Hyundai lascia la Grecia con un rimpianto enorme ma anche con la conferma di una vettura molto competitiva sulla terra, pronta a giocarsi altre vittorie nelle prossime gare.

Acropolis, Ogier vince dopo il crollo di Neuville. Hyundai tradita dalle forature

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