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Scritto da 

Niccolò Budoia

12 marzo 2026

WRC

Neuville fa il miglior tempo, e intanto Hankook porta le nuove gomme morbide.

Vuol dire ben poco data la situazione, ma è un miglior tempo che non ti aspetti quello che è emerso dallo shakedown del Safari Rally. Al terzo passaggio, Thierry Neuville è riuscito a bloccare i cronometri sul 4'33"1, staccando di 1"8 la Toyota di Oliver Solberg, di 2"4 quella di Sami Pajari e di 2"6 quella di Elfyn Evans. A 2"8 c'è il campione del mondo in carica Sébastien Ogier, mentre l'altra Hyundai di Esapekka Lappi ha accusato un ritardo di 3"5.


Sono risultati che dicono fino a un certo punto, ma che non posso che far piacere dato il livello di dominio dimostrato dalle Rally1 giapponesi nelle prime due uscite di questo Mondiale. Le condizioni in Kenya sono molto difficili, con fango a iosa che andrà a complicare ulteriormente una gara già di per sè tutt'altro che facile. Difficile dire se davvero le Hyundai possano essere favorite, ma questo Safari sarà certamente un buon banco di prova per le nuove Hankook morbide portate dalla Casa sudcoreana: gli pneumatici, che almeno fino a prima di questo aggiornamento erano più duri della gomma morbida portata da Pirelli fino a quando è stata il fornitore del Mondiale, potranno aiutare i piloti nel fango?


Tornando ai tempi dello shakedown, settima piazza e primo tempo fra le Ford di M-Sport per Josh McErlean anche se con un ritardo di 3"8 dal miglior tempo di Neuville, mentre Takamoto Katsuta ha pagato 4"4 di ritardo sulla Toyota. Jon Armstrong ha chiuso a +4"5, mentre Adrien Fourmaux ha terminato con un ritardo di 5"5.


Miglior tempo nel WRC-2 per Andreas Mikkelsen (Skoda), con un margine di 0"6 su Romet Jürgenson (Ford) e di 1"4 su Diego Dominguez (Toyota).


Nel WRC-3 il boliviano Nataniel Bruun ha quasi ipotecato ormai la vittoria: nei 6,31 km di shakedown ha rifilato 23"1 al greco George Vasilakis e 50"7 all'indiano Naveen Puligilla. Difficile immaginare che non sia lui a vincere alla fine, ma il Safari nasconde insidie e sorprese.

Sorpresa: è di una Hyundai il miglior tempo allo shakedown del Safari Rally

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