
Niccolò Budoia
3 ottobre 2026
WRC
La lotta per il titolo è accesissima: Evans, quinto, è in pole ma deve guardarsi da Solberg, leader. Pajari è terzo ma quasi tagliato fuori dalla lotta.
Si deciderà tutto domani. Da una parte Elfyn Evans, quinto, ha ancora le maggiori chance di vincere questo suo primo, benedetto Mondiale. Dall'altra Oliver Solberg non sta mollando neanche le briciole: è primo, ha 2'38"4 sul gallese e una voglia matta di raggiungere papà Petter nell'albo d'oro del più importante campionato della disciplina.
È una sfida a dirla tutta romantica, ed è impossibile schierarsi per davvero. Evans questo titolo lo ha rincorso a lungo ma gli è sempre mancata la costanza, quella che quest'anno ha finalmente ottenuto massimizzando ciò che le situazioni e gli ordini di partenza gli hanno offerto. Ma Solberg ha quasi compiuto la trasformazione. Da spacca-scocche a contendente al titolo il passo non è breve e soprattutto non è facile, ma quello delle Canarie quest'anno è stato il suo unico zero in classifica.
Chi appare davvero tagliato fuori è Sami Pajari, che stando così le cose si vedrebbe superare in classifica anche dallo stesso Solberg. Le classifiche in questo momento dicono che Evans sarebbe ancora in testa con 240 punti, quindi Solberg con 234 punti e Pajari con 228 punti. Ma questo dice anche che i 10 punti messi in palio da Super Sunday e Power Stage saranno assolutamente decisivi, e quindi un ruolo nella lotta lo giocheranno anche tutti gli altri.
In primis Sébastien Ogier, che ha messo in chiaro di non voler regalare niente a nessuno nè oggi nè domani. E poi la squadriglia Hyundai, fra un Adrien Fourmaux sportivamente incattivito dalla foratura rimediata nel primo Monte Lerno ("i tempi del pomeriggio dimostrano cosa possiamo fare", ha detto con uno sguardo a metà fra l'orgoglioso e l'arrabbiato, eufemismo, nella Media Zone di stasera) e un Thierry Neuville uscito di strada ma che ha detto di voler accompagnare l'uscita dal Mondiale della Casa coreana con una prestazione la più solida possibile.
"In una destra ho visto un grosso sasso all'interno, ho aperto leggermente l'angolo di sterzo per evitarlo ma in questo modo ho colpito un albero all'estero", ha detto il belga spiegando come la sua gara sia finita per oggi nel secondo Lerno: "Mi dispiace, soprattutto per la squadra". Un cuore grande, come sempre.
Chi è apparso in difficoltà è stato Takamoto Katsuta, che ha dovuto pulire la strada per tutto il secondo passaggio dopo il ritiro di una serie di suoi rivali. Su tutti Dani Sordo, che ha dovuto alzare bandiera bianca dopo un dolore al tronco che si portava appresso dall'uscita di strada dello shakedown. E poi Martins Sesks, fermo dopo il primo giro per un guasto allo sterzo. Più indietro ancora Jon Armstrong, autore di una buonissima gara anche sin qui in Sardegna, e Josh McErlean, finito fuori strada nella penultima speciale e quindi ritiratosi per la giornata. Ripartirà domani, come Neuville e Sesks.

Sardegna, Evans è quinto ma vede il titolo. Ma non può rilassarsi
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