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Scritto da 

Niccolò Budoia

8 gennaio 2026

ERC

Senza la gara ungherese l'Europeo si apre in Spagna al Sierra Morena, ma il Promoter vuole riequilibrare il rapporto asfalto-terra.

È stata una comunicazione ai team e ai piloti a certificare quello di cui si vociferava da settimane: il Rally Hungary non si correrà. Con ogni probabilità i recenti problemi emersi all'interno della federazione e del comitato organizzatore della gara hanno imposto lo stop alla corsa con base a Veszprem, apprezzata in questi due anni più della cugina asfaltata di Nyìregyhàza un po' da tutti.


Ma la decisione è stata ormai presa, e pur in assenza di comunicazioni completamente ufficiali ormai si sa che l'Europeo non scatterà nella seconda metà di marzo ma a metà aprile a Còrdoba, città attorno alla quale si svilupperà il Rally Sierra Morena. Questo però crea non pochi problemi al Promoter, che non sembra intenzionato ad accettare un campionato continentale con sole sette gare e soprattutto con una sproporzione evidente fra le gare sterrate e quelle su asfalto, oggi in rapporto di due a cinque.


Per questo la dirigenza guidata dallo scozzese Iain Campbell è già al lavoro per assicurare un futuro solido al campionato di quest'anno: il Promoter è alla ricerca di un'altra gara su sterrato per riportare il numero effettivo delle corse a otto, aggiungendo una terza gara "polverosa" a quelle della Scandinavia e di Fafe. Ma non sono pochi i problemi: l'unico mese abbastanza libero dalle altre gare è giugno, e l'organizzazione del campionato vorrebbe evitare pesanti aggravi di logistica sulle spalle dei team e dei piloti.


Per questo le due alternative più solide paiono essere la scelta di una gara proprio a giugno oppure una successiva a Fafe, il cui ritorno europeo è previsto per metà ottobre. Quello che è certo è il riserbo mantenuto fino a questo momento circa le gare in lizza: va considerato anche che sono poche quelle papabili, visti i tempi ristretti per l'analisi e l'approvazione da parte della FIA.


Non dovrebbe cambiare il calendario dello Junior, la cui presenza in Ungheria non era comunque prevista.

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