
Niccolò Budoia
31 agosto 2026
EDITORIALE
Il Paraguay segna il ritorno all'iride per la Casa di Torino, che continua a lavorare alla fine della stagione e al 2027.
Il presente è per forza di cose diverso dal passato, sempre e in ogni contesto. Ma ammetterete che dirlo fa un certo effetto: Lancia è di nuovo campione del mondo. La matematica è arrivata dopo il Paraguay, quando la Casa di Torino ha conquistato la certezza della vittoria del titolo Team nel WRC2.
I successi di Yohan Rossel in Croazia e alle Canarie e quello di Nikolay Gryazin in Giappone sono stati i picchi della stagione, sin qui. Un'annata che a Monte-Carlo, nonostante la delusione cocentissima, ha dimostrato subito che Lancia Corse non era tornata solo per dare aria all'album dei ricordi. Stavano lì a dirlo le prestazioni della Ypsilon Rally2 HF Integrale, anche prima della splendida combinazione meteo della domenica che ha premiato in modo abnorme Rossel. Poi la stagione sterrata, dove Lancia ha faticato un po' di più raccogliendo 30 punti in tre gare grazie ai due fratelli Rossel (Yohan e Léo) e a Gryazin. Risultati meno straordinari di quelli ottenuti sull'asfalto, ma che comunque hanno contribuito molto alla vittoria finale. Insomma, a questo nuovo titolo iridato.
Sono questi i primi frutti della straordinaria e pazza idea portata avanti nello sbigottimento generale dall'allora amministratore delegato Luca Napolitano, dall'ex direttore della neonata Lancia Corse Eugenio Franzetti e da Miki Biasion, che spinse a fondo per concretizzare quello che a prima vista poteva sembrare solo un sogno. Un lavoro proseguito con tenacia e fiducia da Roberta Zerbi e Luca Martello, i successori rispettivamente di Napolitano e Franzetti, che giorno dopo giorno hanno voluto rimarcare forte un concetto: Lancia davvero non voleva fare la Cenerentola del rallismo mondiale, non voleva dare un bel giro di valzer e poi sparire in fretta.
Il futuro è tutto da scrivere, e serve ancora tempo per vincere anche il titolo piloti almeno nel WRC2 (il Mondiale assoluto in questo momento, ha spiegato Martello, non è tema neanche da affrontare). Ma certo questa è una bella storia, e anche se il titolo iridato appena portato a Torino può sembrare meno sportivamente importante dell'ultimo vinto da Lancia, quello Costruttori del 1992, certo ha una sua rilevanza. Non certo trascurabile. Dimostra che con la perseveranza e la volontà di vedere lontano le cose si possono fare, i trend si possono invertire, ciò che deve ancora venire lo si può almeno immaginare. Sperando che questa storia regali ancora emozioni e innovazione, ciò che Lancia ha nel suo dna.

Ritorno al futuro: Lancia è campione del mondo Team WRC2
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