
Niccolò Budoia
26 novembre 2025
WRC
Sarà una gara particolarissima ad assegnare il titolo Piloti 2025. Il percorso è varissimo: va da una rocciaia simile alla luna alle dune del deserto.
Non basterà essere veloci. Per vincere questo Mondiale, Elfyn Evans, Sébastien Ogier e Kalle Rovanpera dovranno riuscire anche a disinnescare le mille difficoltà extra che questo Rally dell'Arabia Saudita porterà loro in dote.
"Ci sono rocce grandi come arance, altre grandi come una macchina, altre ancora come un camion". Questa dichiarazione strappata a un pilota da DirtFish riassume bene quella che è la situazione: nella Moon Stage di domani le auto passeranno per una pietraia lunga 20 chilometri, con un rischio di foratura che fa rabbrividire chi è in lizza per un titolo iridato quando manca una sola gara alla fine dei giochi.
Ma non sarà tutta così, questa gara: insieme alla capacità di stare fuori dai problemi, i piloti dovranno essere in grado di adattarsi a condizioni sempre nuove con prove speciali che si alterneranno poi fra le dune del deserto saudita e le sue piste e quindi fra strade vere e proprie, talvolta più veloci altre più ritmate e segnate da bivi.
Saranno 320 chilometri completamente nuovi, che peraltro segneranno la fine della carriera mondiale di Ott Tanak e, almeno per il momento, di Kalle Rovanpera. Alla fine di questo rally i due hanno scelto di uscire dalla scena iridata, preferendo uno "vivere le strade meno veloci della vita" e l'altro tentare la Super Formula per raggiungere un giorno la Formula 1. Se Rovanpera sarà sostituito da Oliver Solberg (l'anno prossimo Evans, Pajari e Katsuta resteranno in Toyota a tempo pieno, Ogier dovrebbe fare un part-time non si sa ancora quanto esteso), in Hyundai manca il sostituto per l'estone con Thierry Neuville e Adrien Fourmaux sicuri di restare: Nikolay Gryazin è stato contattato dai coreani, ma anche da Lancia per il WRC2.

Arabia, il Mondiale si assegna fra rocce e dune
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