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Scritto da 

Niccolò Budoia

18 febbraio 2026

WRC

L'uno vincitore nel WRC3, l'altro a un passo dal vincere prove nel WRC2: ecco lo Svezia dei nostri Fontana e Trentin

Chi lo ha detto che la neve è roba da scandinavi? Viene da chiederselo guardando alla gara che i nostri rampolli hanno portato a termine al Rally Sweden, la seconda tappa del Mondiale corsa l'ultimo weekend: Giovanni Trentin avrebbe chiuso forse sul podio senza il ritiro nella prima prova di giovedì sera, Matteo Fontana ha sbaragliato nel WRC3 chiudendo davanti a tutti i protagonisti dello Junior, compreso lo svedese Calle Carlberg da molti ritenuto il campione del mondo in pectore. Ecco cosa ci hanno raccontato delle loro gare.


"Abbiamo corso una gara davvero buona, nel corso della quale abbiamo sempre attaccato senza davvero mai amministrare il vantaggio", inizia Fontana, che con Alessandro Arnaboldi era alla guida della loro Ford Fiesta Rally3 curata da HMI: "Siamo rimasti sempre insieme ai piloti dello Junior e ai locali: è stata davvero una gran cosa riuscire a stare davanti anche agli stessi scandinavi, su quelle strade, fino a dare a tutti mezzo minuto. Devo dire che onestamente credo di aver corso un'ottima gara: siamo rimasti vicini alle Rally2, con distacchi che talvolta scendevano anche sotto il secondo al chilometro, e anche questo è stato molto positivo. Abbiamo portato a termine una gara pulita e costante, dimostrando un grande passo avanti rispetto al 2025", le parole del comasco. Ora Fontana guida la classifica del WRC3 con un margine di nove punti su Eric Royère, sesto in Svezia.


Altrettanto contento è Giovanni Trentin, che in Svezia aveva accanto a sè Pietro Elia Ometto sulla Skoda Fabia RS Rally2 di Delta Rally. Il diciannovenne di Montebelluna parte subito dall'episodio che lo ha pesantemente condizionato per tutto il rally: "Giovedì sera sono arrivato lungo su una destra dove mancavano i paletti catarifrangenti all'interno. Ho perso il punto di riferimento e siamo finiti fuori, capottando: avevamo solo danni di carrozzeria, ma abbiamo comunque perso sette minuti", ha detto il giovane campione italiano terra in carica: "Venerdì siamo partiti tranquilli perchè non volevo rischiare subito, dopo quello che era successo la sera prima, ma dal pomeriggio abbiamo iniziato a spingere. Anche sabato siamo andati sempre forte, e mi è rimasto il rimpianto di PS12: potevamo vincerla, ma abbiamo trovato in strada un avversario ritirato. Abbiamo perso del tempo che non ci hanno restituito, e abbiamo chiuso quarti per 3"4. Al netto di questo, è stata una gara molto positiva: senza l'uscita di giovedì avremmo potuto lottare per il podio di classe, che era il mio obiettivo già prima della partenza: al netto del tempo di penalità che non avremmo avuto, saremmo partiti prima trovando più luce sulle prove speciali", la sua considerazione.

I nostri ragazzi terribili: Giovanni Trentin e Matteo Fontana ci raccontano il loro Rally Sweden

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