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Scritto da 

Niccolò Budoia

2 marzo 2026

VARIE

Il grande ds di Lancia e Fiat ha voluto ricordare con queste parole il mito di Sandro Munari: funerali domani alle 11 a Bologna.

“Era il più bravo di tutti”. È con queste parole che un commosso Cesare Fiorio ha ricordato Sandro Munari, il Drago scomparso nella notte fra venerdì e sabato a 85 anni dopo una lunga malattia. I suoi funerali verranno celebrati domani alle 11 nella chiesa di santa Maria Maggiore a Bologna, in via Certosa. La camera ardente sarà allestita quella mattina fra le 9 e le 10.30 nella sala del Pantheon del cimitero della Certosa.


Fiorio, suo direttore sportivo e grande stratega delle vittorie con la Lancia Fulvia e la Lancia Stratos che fecero appassionare al rally un Paese intero, lo ricorda come il più grande che abbia visto correre: “Munari era semplicemente un grandissimo, davvero. In quegli anni dominavano finlandesi e svedesi, incontrastati. Lui è riuscito a bastonarli tutti”, dice Fiorio tornando con la memoria a quei successi, su tutti quello a Montecarlo nel 1972 con una Fulvia che quella gara sulla carta non doveva proprio vincerla: “Li ha messi tutti in riga, aveva una guida sublime. Quella vittoria a Montecarlo è stata senza dubbio il suo successo più bello, perché a quel tempo quella corsa era una grandissima manifestazione. La Fulvia non doveva vincere, ma lui fu più bravo di tutti. Era davvero un pilota in grado di lottare contro tutti ad armi pari”, le parole di Cesare Fiorio, che anche grazie alle vittorie del Drago di Cavarzere vinse una Coppa internazionale per Costruttori nel 1972 e tre Mondiali Costruttori fra il 1974 e il 1976.


Eppure, fra mille successi, c’è stata una sola delusione nella carriera di Munari. Non riuscì mai a vincere il Safari Rally, la gara che in quegli anni portava i piloti a coprire migliaia e migliaia di chilometri fra le piste keniote: colse tre podi e un quasi successo, quando si dovette fermare ad appena 500 chilometri dall’arrivo dopo averne percorsi 4.500 quando bucò una gomma e il furgone dell’assistenza che avrebbe potuto far ripartire la sua Lancia Stratos non sentì la comunicazione radio, lasciandolo lì a ritirarsi nonostante i 56 minuti di vantaggio sugli inseguitori: “Il Safari di quegli anni era una gara al di fuori di ogni tipo di regolamento e c’era veramente di tutto. Un uomo e un pilota preciso com’era Sandro nell’interpretazione dei regolamenti rischiava di andare in difficoltà. Rischiò di vincere due volte, nel 1976 con la Stratos e nel 1971 con la Fulvia, ma non ce la fece mai”, dice Fiorio che ricorda anche un aspetto umano di Munari. Appassionato di golf, Munari e Fiorio ci giocavano spesso insieme: “Ma non ottenne mai quanto ottenne nei rally, e io lo prendevo un po’ in giro su questo”, ricorda divertito il grande direttore sportivo di Lancia e Fiat nei rally.

Cesare Fiorio ricorda il suo Sandro Munari: "Era davvero il più bravo di tutti"

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