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Scritto da 

Niccolò Budoia

23 settembre 2026

CIAR

Arriva una richiesta di rettifica circa il nostro precedente articolo sulla questione della squalifica di Avbelj all'ultimo Rally Due Valli.

Non sono solo i metodi di trasporto della valvola pop-off a essere stati messi sotto la lente d'ingrandimento dal ricorso presentato da Bostjan Avbelj contro la sua esclusione dallo scorso Rally Due Valli. Lo spiegano fonti vicine al pilota, che chiedono una rettifica circa questo nostro precedente articolo sulla questione.


Le stesse fonti sottolineano come, dal loro punto di vista, le misurazioni svolte a Verona siano state eseguite con uno strumento dalla taratura scaduta e una spia rossa accesa. Dopo quelle misurazioni, i tecnici non avevano raggiunto un risultato univoco rimandando quindi la decisione all'Area tecnica della federazione. Centrale nel ricorso sono anche le venti misurazioni effettuate a Verona contro le quattro richieste dal regolamento FIA.


Il ricorso fa leva anche sul fatto che la stessa misurazione svolta a Roma si sia svolta con uno strumento da cui emergeva una luce rossa accesa. La difesa sostiene che per questo la misurazione dovesse essere interrotta: il ricorso verte sul fatto che quella luce indicasse un allarme di tensione sia a Verona che a Roma, e non come sostenuto dalla Procura federale che la batteria fosse bassa. Le fonti vicine a Avbelj evidenziano come lo strumento non vada a batteria ma a corrente, con 220 V, e che le istruzioni di funzionamento dello strumento imponessero di fermare la misurazione.


Insomma, uno dei punti su cui la Corte sportiva d'appello dovrà decidere è se la strumentazione fosse o meno idonea. È sempre il ricorso a sottolineare come non ci sia stato dolo o vantaggio prestazione, sostenendo come il concorrente non abbia tratto vantaggio perchè la pressione del turbo è regolata dalla valvola westgate e non dalla pop-off che dicono le fonti vale come mero strumento di sicurezza. Le stesse sostengono anche come la telemetria indichi che durante la gara il limite per l'apertura della pop-off non sia mai stato superato.


Per quanto riguarda il falso materiale che, precisano le fonti, non è stato ipotizzato dalla difesa di Avbelj ma dalla Corte sportiva d'appello, i dubbi dei legali del pilota riguardano il metodo con cui è stata trasportata la valvola. Questa doveva essere a carico dell'organizzatore, e il dubbio è se questa valvola sia stata custodita e trasportata nel modo corretto fra Verona e Roma.


Insomma, la Corte sportiva d'appello si dovrà pronunciare su tre questioni: se la pop-off di Avbelj sia stata trasportata a Roma nel modo corretto, se abbia ricevuto uno stress meccanico dalle venti misurazioni di Verona e se l'accensione della spia abbia inficiato la misurazione di Roma.

Caso Due Valli: i dubbi sono su trasporto, modi di misurazione e strumentazione usata

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